La Campania controcorrente: al via l’educazione affettiva in 346 scuole
Mentre Roma frena, la Regione stanzia 2 milioni di euro per contrastare la violenza di genere e promuovere la cultura del rispetto.
Mentre a livello nazionale il dibattito sull’educazione affettiva nelle scuole sembra segnare il passo, la Regione Campania decide di tracciare una rotta ostinatamente contraria. Con la pubblicazione della graduatoria che vede protagonisti 346 istituti scolastici di ogni ordine e grado, la Campania lancia un segnale politico e culturale fortissimo: l’affettività, la gestione delle emozioni e le pari opportunità non sono temi accessori, ma pilastri della formazione pubblica.
Il fronte istituzionale e le voci del territorio
L’iniziativa ha raccolto un ampio consenso tra i nuovi vertici del Consiglio Regionale. Il neoeletto Presidente Roberto Fico ha espresso un ringraziamento agli assessori Andrea Morniroli (Scuola) e Claudia Pecoraro (Pari Opportunità), definendo il progetto “un primo passo non più rinviabile per smantellare i ruoli di potere e la cultura maschilista. Un investimento di circa due milioni di euro, per valorizzare e diffondere la cultura delle pari opportunità, dell’educazione affettiva e della gestione delle emozioni“.
Particolarmente toccante l’intervento di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha portato la sua esperienza personale come padre single e uomo gay: “Per me non è solo una battaglia politica, è vita vera. La scuola deve essere il luogo dove si impara che l’amore non fa paura e che le differenze non si insultano. Lavorerò perché questa terra diventi libera per le donne, per chi vive la disabilità, per le persone LGBTQIA+ e per chiunque sia stato escluso”.
Un investimento per il cambiamento culturale
L’operazione, sostenuta da un investimento di 2 milioni di euro, punta a scardinare alla radice la cultura maschilista e gli stereotipi di genere. “La Campania è in prima linea nel contrasto alla violenza maschile sulle donne, puntando sulla ‘P’ della prevenzione”, spiega Loredana Raia, neoeletta in Consiglio regionale e storica promotrice di queste istanze. “In attesa che il Ministro Valditara intervenga, noi rendiamo questa misura un presidio fondamentale. Il mio impegno è renderla strutturale, proprio come i voucher per lo sport“.
Sulla stessa linea Lucia Fortini, assessora uscente e consigliera regionale, che sottolinea l’urgenza di intervenire in una fase storica segnata dall’aumento della violenza tra i giovanissimi: “Educare ai sentimenti significa intervenire in modo strutturale. La scuola non deve solo trasmettere saperi, ma formare cittadini capaci di ascolto e reciprocità“.
Il plauso della società civile e di Antinoo Arcigay Napoli
A dare voce alle realtà che da anni intervengono nelle scuole sul territorio è Antonello Sannino, per Antinoo Arcigay Napoli:
“Questa graduatoria è una vittoria della Campania civile. Mentre il Governo nazionale sembra voler oscurare i percorsi di contrasto alla violenza di genere nelle scuole, la nostra Regione sceglie di illuminarli. L’educazione sessuale e affettiva e il contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole sono l’unico vero antidoto a una società che troppo spesso risponde con l’odio alla diversità. Questi 346 progetti sono 346 semi di libertà.”
Prevenzione come arma contro la violenza
Gli assessori Pecoraro e Morniroli, in una nota congiunta con la Giunta Campania, hanno ribadito che la prevenzione è l’unico strumento reale per sradicare il fenomeno della violenza di genere. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’eccezione in norma, facendo della Campania un laboratorio nazionale di civiltà e rispetto, in aperto contrasto con le esitazioni del Ministero dell’Istruzione.