Napoli Pride, la Tarantina, Maria Grazia Cucinotta, Leo Gassmann e BigMama saranno le madrin3
Da Massimo Troisi ai novant’anni della Tarantina, il Napoli Pride ‘Ricomincia da trenta’ e si prepara per un calendario ricco di musica e performance all’insegna dei diritti
‘Ricomincio da tre’, perchè le cose buone fatte nella vita si contano sulle dita di una mano, diceva Massimo Troisi nell’omonimo film del 1981. Il Napoli Pride ricomincia, invece, da trenta perché quest’anno la maturità – il passaggio definitivo nel circolo degli adulti – si legge dal numero di candeline che saranno presenti sulla torta arcobaleno della città all’ombra del Vesuvio. Per festeggiare, la scelta ricade sul volto mediterraneo di Maria Grazia Cucinotta, l’attrice e produttrice che ha raccontato sul grande schermo, nella finzione del cinematografo, il suo amore letterario per Mario Ruoppolo (Massimo Troisi): ’Il postino’ (1994, Michael Radford) che in bicicletta per i vicoli di Procida consegnava le lettere.
La Tarantina
Ma la storia dell’edizione del 2026 è affidata anche a uno dei profili più iconici dei Quartieri Spagnoli, la Tarantina, ‘la madrina politica e solidale’ solo pochi mesi fa ha compiuto novant’anni. ‘La femminella’ – epiteto che rivendica – ha vissuto il sapore della ‘dolce vita’ conoscendo personaggi come Goffredo Parise, Laura Betti e Alberto Moravia. Un’epoca, che riporta alla mente le foto del paparazzo, il fotografo Tazio Secchiaroli, e consacra l’immagine di Anita Ekberg in abito da sera, che si bagna nella Fontana di Trevi al suono di “Marcello (Marcello Mastroianni), come here’ nel film di Federico Fellini (‘La dolce vita’, 1960). Quella ‘dolce vita’ che, come disse Sandra Milo in un’intervista, “è finita in quel posto dove scompaiono gli aerei”, facendo riferimento alla leggenda del Triangolo delle Bermuda. “Il passato, il presente e il futuro sono gli elementi sui quali si fonda il Napoli Pride – spiegano dal comitato organizzatore -. Per celebrare la ricorrenza non possiamo fare a meno di ricordare la parata dell’orgoglio lgbt dal claim ‘Jesce Sole’, il 29 giugno del 1996, quando le strade di Partenope furono raggiunte da un’ondata arcobaleno, che aveva il rumore roboante delle motociclette pronte per partire all’inizio del raduno. Il primo Pride del Sud Italia e il terzo a livello nazionale, dopo Roma (1994) e Bologna (1995). Il corteo, come ricorda l’attivista Franco Grillini – che riceverà proprio nella settimana del Pride la cittadinanza onoraria di Napoli – avrebbe iniziato a porre le basi per le Unioni civili. Una lotta trasformatasi in legge l’11 maggio del 2016 e che oggi non può più bastare. La scelta degli ospiti, delle madrine e dei madrini nasce dall’esigenza di puntare i riflettori sulle differenze generazionali. Il passato non si può e non si deve cancellare, anzi va consacrato per rilanciare le nostre istanze. I messaggi dei giovani e i differenti livelli di comunicazione portano uno sguardo nuovo e fluido: dalla condivisione e dai ‘meticciati’ si creano le fondamenta per il futuro e per una società più equa e più giusta”.
L’annuncio
“Per il trentennale del Napoli Pride, dal claim ‘Ricomincio da trenta’, ho voluto tre personalità che, attraverso percorsi diversi, rappresentano il coraggio, il valore dell’inclusione e la forza della cultura come strumento di cambiamento sociale”, dichiara Diego Di Flora. “BigMama, Leo Gassmann e Maria Grazia Cucinotta parlano a pubblici differenti ma condividono autenticità, sensibilità e attenzione ai diritti. La loro presenza sarà un messaggio potente di vicinanza alla nostra comunità e a tutte le persone che credono in una società più libera e rispettosa”. A dare l’annuncio dei quattro madrini d’eccezione, che parteciperanno al Pride il 27 giugno, Diego Di Flora in rappresentanza del Comitato organizzatore del Napoli Pride 2026, costituito da Antinoo Arcigay Napoli, ALFI Le Maree, Associazione Trans Napoli (ATN) e Pride Vesuvio (PV). Di Flora firma per il sesto anno consecutivo la direzione artistica portando una ventata di freschezza nello star show. Ospite d’onore la ‘madrina solidale e politica’, la Tarantina simbolo della comunità LGBTQIA+. “Rappresenta la nostra memoria collettiva. Sentivo il dovere di rendere omaggio a chi ha vissuto epoche molto più difficili e ha contribuito, con la propria esistenza, ad aprire la strada alle nuove generazioni. I suoi 90 anni sono un patrimonio umano, culturale e identitario che la città deve custodire e celebrare”, continua Di Flora. Gli ospiti saranno presenti durante la tradizionale parata e allo spettacolo conclusivo in piazza Dante alle ore 21.30. Dal 18 al 29 giugno le porte del Real Albergo dei Poveri si apriranno per il Pride Park, il ‘Villaggio dei diritti’, un spazio collettivo caratterizzato da una fitta agenda di eventi, dibattiti e mostre. “Da sempre sono dalla parte di chi sceglie di amare seguendo il proprio cuore. Per questo sono orgogliosa di essere madrina del Napoli Pride, una manifestazione che celebra la libertà di essere se stessi, il rispetto delle differenze e l’uguaglianza – racconta Cucinotta -. Napoli è una metropoli che ho sempre sentito vicina per il suo calore, la sua umanità e la sua straordinaria capacità di accogliere. Essere qui, al fianco di una comunità che continua a promuovere inclusione, rispetto e libertà, è per me motivo di grande emozione. Credo che l’amore, in ogni sua forma, meriti di essere vissuto apertamente, con orgoglio, dignità e senza paura”.
BigMama
BigMama, artista tra le più amate e influenti della nuova scena musicale italiana, è diventata un simbolo di empowerment e autodeterminazione grazie alla sua capacità di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio universale di accettazione e libertà. Con la sua voce autentica e il suo impegno contro ogni forma di discriminazione, rappresenta un punto di riferimento per le nuove generazioni. “Sono davvero felicissima di poter essere con le mie persone al Pride di Napoli: per me sarà un’emozione fortissima perché è una città che io sento molto e che amo da morire – ha dichiarato -. È un desiderio che avevo da un po’ ed ora si è finalmente avverato: non vedo l’ora di esserci per i nostri diritti, per le nostre vite, per la nostra felicità, per la nostra libertà, per noi. Essere madrina per me vuol dire tanto e donerò, alla città che mi aspetta, tantissimo rispetto, che è ciò che merita. Napoli è una metropoli favolosa, piena di persone bellissime, che si attivano quotidianamente per la nostra realtà e non vedo l’ora di vederle in faccia tutte, di vederle tutte ballare, camminare, urlare, piangere, emozionarsi e vivere una giornata che non vedo l’ora di vivere anch’io. Quindi, uagliù, ci vediamo a Napoli”.
Leo Gassmann
Cantautore e attore apprezzato per la sensibilità dei suoi testi e per l’attenzione ai temi sociali, ha saputo conquistare il pubblico con un linguaggio artistico capace di unire emozione, rispetto e inclusione. “In un tempo in cui i diritti vacillano e la violenza alza la voce, essere madrino del Pride di Napoli è un onore enorme per me – ha affermato cantante -. Voglio usare questa occasione per celebrare ogni sfumatura che rende il mondo più bello. E per stare sempre dalla parte di chi lotta, ogni giorno, per essere semplicemente se stesso.”