icon cerca

Venezia 82: i dieci titoli in corsa per il 19° Queer Lion Award

Il Queer Lion compie 19 anni e celebra la potenza visionaria di un cinema senza confini.

Venezia 82: i dieci titoli in corsa per il 19° Queer Lion Award

Cinema e tv, Cultura Queer

25 Agosto 2025

Di: Nicola Garofano

Il Queer Lion Award, riconoscimento dedicato al miglior film con tematiche LGBTQIA+ presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, taglia quest’anno il traguardo della 19ª edizione. Dieci titoli, provenienti da diverse sezioni del festival, compongono la line-up, disegnando una mappa caleidoscopica dell’immaginario queer. Dal thriller psicologico di Guadagnino alle visioni immersive in realtà virtuale, dalle epopee rurali greche ai racconti di adolescenze sospese lungo un fiume, il premio si conferma osservatorio privilegiato di un cinema che non teme di spingersi oltre i confini dell’identità.

After the Hunt di Luca Guadagnino (USA, 139’) – Fuori Concorso
Thriller psicologico firmato da uno dei maestri del cinema contemporaneo, il film segue una professoressa universitaria alle prese con un’accusa che travolge un collega e rischia di riportare a galla un oscuro segreto del suo passato. Ancora una volta, Luca Guadagnino esplora i confini fragili tra desiderio, potere e colpa. In uscita il 16 ottobre 2025.

En el camino di David Pablos (Messico, 93’) – Orizzonti Concorso
Un giovane vagabondo, Veneno, incontra un camionista riservato, Muñeco, e lo convince a portarlo con sé nel mondo ipermascolino dei trasporti a lungo raggio. Il loro viaggio diventa un percorso di intimità inattesa e di confronto con un passato doloroso. Il regista lo descrive come «una storia romantica tra due uomini in un contesto dominato dall’eteronormatività e dal machismo, che scava nei limiti emotivi dei protagonisti».

Estrany riu (Strange River) di Jaume Claret Muxart (Spagna, Germania, 103’) – Orizzonti Concorso
Il sedicenne Dídac vive un’estate in bicicletta lungo il Danubio con la famiglia. L’incontro con un coetaneo enigmatico innesca nuovi sentimenti e ridefinisce il suo rapporto con i genitori e il fratello minore. Per Claret Muxart, l’adolescenza è «una fase di trasformazione perfetta per il cinema, arte del tempo e del cambiamento. Estrany riu nasce dai viaggi in bicicletta fatti con la mia famiglia lungo i fiumi d’Europa. Ho voluto restituire l’atmosfera di quelle esperienze, la vita nei campeggi, il ritmo della pedalata, i momenti di sosta in riva al fiume, attraverso un cinema che scorre come l’acqua del Danubio, fiume-personaggio mutevole come un adolescente».

Dark Rooms di Mads Damsbo, Laurits Flensted Jensen, Anne Sofie Steen Sverdrup (Danimarca, Germania, Taipei, 35’) – Venice Immersive Concorso
Un viaggio sensoriale e immersivo che esplora la psicologia umana attraverso il prisma della sessualità. Lo spettatore, insieme ad altri due partecipanti, attraversa quattro spazi intimi e narrativi, costruiti insieme a persone reali, che rivelano desideri, fragilità e ombre dell’identità sessuale. Un’esperienza site-specific che mette in discussione pregiudizi e limiti, guidando il pubblico nel cuore del desiderio umano. «Nato dall’incontro tra documentario e narrazione immersiva, raccontano gli autori, Dark Rooms è stato sviluppato con uno sguardo queer e non normativo e costruito in co-creazione con i protagonisti. Non solo un riferimento al sesso e all’ignoto, ma un’apertura verso gli spazi più nascosti della sessualità: luoghi intimi che il pubblico è invitato a vivere in prima persona».

Constantinopoliad di Sister Sylvester, Nadah El Shazly (UK, Grecia, 55’) – Venice Immersive Best of Experiences, Fuori Concorso
Un’opera sonora e collettiva che prende vita dall’archivio del poeta Konstantinos Kavafis. Ispirata alle pagine mancanti della sua giovanile Constantinopoliad, an Epic e agli archivi queer perduti nel tempo, l’opera intreccia storia, erotismo e memoria, evocando i fantasmi che abitano le poesie del Kavafis maturo.

«Un spettatore ha detto che Constantinopoliad è come “fare l’amore con uno sconosciuto attraverso un libro”, racconta Sister Sylvester. È esattamente questo: un incontro sensuale e multisensoriale con Kavafis, tra testi, musica e immagini che riportano alla luce storie dimenticate e ci invitano a immaginare nuovi presenti».

Arkoudotrypa (Bearcave) di Stergios Dinopoulos, Krysianna B. Papadakis (Grecia, 127’) – 22. Giornate degli Autori Concorso
A Tirna, villaggio montano della Grecia, l’amicizia tra Argyro e Anneta si intreccia a desideri inespressi, fughe d’amore e scoperte. Tra folklore balcanico e paesaggi rurali, Arkoudotrypa racconta con ironia e freschezza una storia queer lontana dagli stereotipi di dolore, trasformandola in un’odissea luminosa e intima.

«È un film fatto in casa, raccontano Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, nelle case delle nostre nonne, con un collettivo giovane guidato da donne. Un cinema popolare e politico, in sintonia con la natura e con il divino femminino».

La Gioia di Nicolangelo Gelormini (Italia, 108’) – 22. Giornate degli Autori Concorso
Gioia, insegnante di liceo segnata da una vita senza amore, incontra Alessio, studente che vende il proprio corpo per sopravvivere. Dal loro rapporto nasce un legame fragile e proibito, ma il desiderio di riscatto del ragazzo diventa un veleno che corrode ogni possibilità di salvezza, fino a distruggere l’unica persona che lo abbia mai amato.

«Alessio irrompe nella vita di Gioia come un’onda che infrange il silenzio, racconta il regista Nicolangelo Gelormini. Due anime isolate, immerse in una provincia feroce, incapaci di trovare redenzione. Nel sacrificio laico di Gioia risuona la sua purezza, in contrasto con un mondo che non concede scampo al male».

Anoche Conquisté Tebas di Gabriel Azorín (Spagna, Portogallo, 106’) – 22. Giornate degli Autori Concorso
António e Jota, reduci dal fronte, guidano un gruppo di amici alla scoperta di un antico bagno termale nascosto nelle paludi. Tra confessioni notturne e ricordi di guerra, l’acqua sembra sciogliere le loro difese, liberando parole mai dette. Nel buio, si affaccia la paura di perdere l’amico più caro.

«Il mio primo lungometraggio esplora la mascolinità nella sua forma più vulnerabile, dice il regista Gabriel Azorín. L’acqua, la notte e la gravità aprono varchi sensoriali dove l’intimità tra uomini può finalmente emergere. Girare questo film mi ha permesso di dire ciò che non avevo mai osato».

Gorgonà di Evi Kalogiropoulou (Grecia, Francia, 95’) – 40. Settimana Internazionale della Critica
In una città-stato dominata dal potere maschile e da una raffineria di petrolio, Maria viene scelta come possibile erede al comando. L’arrivo di Eleni, cantante del bar locale, cambia per sempre il suo destino, tra segreti familiari e desideri repressi.

100 Nights of Hero di Julia Jackman (UK, 90’) – 40. Settimana Internazionale della Critica, Evento Speciale di Chiusura
In un mondo parallelo dominato dal dispotico Birdman, Cherry è intrappolata in un matrimonio infelice. L’unico conforto è Hero, la sua cameriera, parte di una società segreta che custodisce le storie delle donne ribelli. Tra sentimenti proibiti e minacce di morte, Cherry e Hero devono lottare per sfuggire a un destino ingiusto.

Il Queer Lion Award, ideato da Daniel N. Casagrande e sostenuto dal Direttivo dell’Associazione Queer Lion (Casagrande, Marco Busato, Jani Kuštrin, Adriano Virone), continua a essere una bussola culturale e politica, ricordandoci che il cinema è spazio di libertà e di visibilità.

La consegna del Queer Lion Award avverrà all’interno della cerimonia di premiazione della Settimana Internazionale della Critica, venerdì 5 settembre, ore 19:00 (l’orario verrà confermato 24 ore prima dall’evento), presso la Casa della Critica, via San Giovanni D’Acri 6, Lido di Venezia. L’accesso alla cerimonia di premiazione è consentito solo tramite invito.