Il Vizietto al Tabù Club: lo spettacolo di Diego Sanchez riporta in scena La Cage aux Folles
Diego Sanchez e Cosimo Alberti portano in teatro un'opera cult della scena omosessuale (prima che fosse "woke").
All’inizio degli anni Settanta, la commedia brillante di Jean Poiret, La Cage aux Folles, che raccontava la storia di una coppia gay di Saint Tropez, Renato e Albin, proprietari di un locale notturno di drag queen, aprì una breccia nell’immaginario collettivo: quella sull’intimità, la quotidianità e l’affettività di una coppia omosessuale. Un racconto restituito senza tragedia, ma con leggerezza e umanità che raccolse, fin da subito, un successo clamoroso in Francia. Nel 1978, il cinema rese quell’immaginario popolare con la pellicola di successo Il Vizietto, per la regia di Molinaro, grazie alle interpretazioni iconiche di Michel Serrault e Ugo Tognazzi, che portarono sul grande schermo il ménage di una famiglia queer complessa, divertente e profondamente autentica. Prima che fosse “woke”, insomma, Il Vizietto fu capace di far entrare il grande pubblico – spesso per la prima volta – nella vita delle persone omosessuali. A distanza di quasi mezzo secolo, Il Vizietto al Tabù Club con la regia di Diego Sanchez raccoglie questa eredità e la rimette in circolo anche grazie all’interpretazione dello stesso Sanchez, nel ruolo di Lady Tabù e di Cosimo Alberti, che nella fiction Un posto al Sole interpreta il simpatico e popolare personaggio di Sasà, un vigile gay e che ricordiamo peraltro anche per aver fatto coming out nella propria vita privata.
Per saperne di più sullo spettacolo che andrà in scena dal 22 gennaio al Teatro Il Piccolo di Napoli, raggiungiamo telefonicamente Diego Sanchez.
Diego, il tuo prossimo spettacolo, Il Vizietto al Tabù Club, gioca anche con gli eccessi e con presunti tabù: c’è stato un momento, durante la preparazione, in cui hai pensato “ok, questo è davvero troppo”… e invece proprio lì funziona?
Nello spettacolo ci sono 4 Drag…napoletane….e qualche volta l’esuberanza partenopea la fa da padrona…ma fortunatamente, con garbo e popolana eleganza, si raccolgono grasse risate.
Questa commedia brillante divertirà senza dubbio il pubblico, ma sotto la risata scorre qualcosa di molto serio: secondo te il teatro comico oggi è ancora il modo più intelligente e arguto per parlare di libertà e identità?
Il teatro in generale è libertà, poi unitamente alla comicità in maniera leggera si possono diffondere messaggi importanti, soprattutto messaggi di inclusione.
Il Vizietto al Tabù Club dialoga apertamente con La Cage aux Folles, opera teatrale di Jean Poiret, interpretata con successo al cinema da Michel Serrault e Ugo Tognazzi negli anni “70 (Il Vizietto). Quanto è stato importante per te rispettare quell’immaginario iconico e quanto avevi voglia di tradirlo, reinventarlo, renderlo casomai più “nostro”, in termini di contesto sociale e temporale?
Il film è talmente perfetto e attuale che sarebbe impossibile, oltre che un peccato, tradirne le origini. Le uniche modifiche sono legate ad un’ambientazione napoletana e non francese e una traslazione temporale ai giorni nostri.