La visione spirituale, ecologica e radicale di Anohni a Napoli
Dal concetto di "Gesù come una bambina" alla crisi ecologica e sociale contemporanea: il racconto di un dialogo profondo alla Fondazione Made in Cloister, in esposizione fino al 7 marzo 2027.
Ho ascoltato e assistito a un dialogo profondo e articolato tra il giornalista e ANOHNI, artista visiva, musicista, attivista e donna transessuale. L’intervista offre una chiave di lettura potente per comprendere le tematiche alla base della sua presenza artistica a Napoli (mostra di Davide De Blasio), unendo la provocazione spirituale di concetti come “Gesù come una bambina” (Jesus as a girl) alla drammatica urgenza della crisi ecologica e sociale contemporanea. E quale luogo migliore per esporre l’opera se non il chiostro di Santa Caterina a Formiello a Napoli?
“Gesù come una bambina”: Anohni e l’archetipo femminile nel sacro
Risalendo agli anni Novanta e alle prime performance a New York (come lo spettacolo Miracle Now del 1995 con The Johnsons), l’artista Anohni descrive l’intuizione profonda che la portò a chiedersi: “E se Gesù fosse stata una bambina? E se Buddha non fosse stato una persona, ma una madre?”
Per Anohni, riaffermare l’archetipo femminile all’interno del sacro non è una mera provocazione, ma una risposta diretta all’oppressione del patriarcato e delle dogmatiche religiose tradizionali. Immaginare il divino attraverso la vulnerabilità di una bambina o la forza rigeneratrice della natura significa sovvertire i sistemi di potere che hanno dominato la storia.

Napoli, la transizione e l’arte come spazio politico e spirituale
La città di Napoli gioca un ruolo centrale in questa riflessione. Caratterizzata da una profonda stratificazione storica e spirituale – tra i santuari dedicati agli ex voto, le edicole votive, il tufo e il legame ancestrale con la materia e il Vesuvio – la città diventa il palcoscenico ideale per interrogarsi sul concetto di rinascita. Rinascere, un po’ come ha fatto lei durante la transizione.
Nel corso dell’intervista, Anohni (visibilmente emozionata) tocca elementi apparentemente contrastanti ma intimamente legati. L’umorismo come sopravvivenza: sviluppato durante gli anni devastanti della crisi dell’AIDS a New York, l’umorismo diventa una strategia di resilienza per affrontare il dolore immenso senza farsi schiacciare.
La figura del cavallo bianco, il cigno, le immagini del degrado che si convertono in bellezza e il richiamo continuo alle metamorfosi della natura e del corpo suggeriscono che l’arte non è una semplice via di fuga, ma uno spazio politico e spirituale in cui ritrovare l’alleanza con la vita.

La mostra di Anohni Fondazione Made in Cloister a Napoli
Anohni e il suo intervistatore ci lasciano con un interrogativo aperto e urgente: in un tempo segnato dal rischio di fallimento della nostra specie, saremo capaci di cogliere la possibilità di una vera trasformazione prima che sia troppo tardi?
Anohni mette in atto una rivoluzione gentile sotto forma di arte visiva, mettendo al centro sé stessa come donna nuova, gli esseri umani e la religione come mezzo di rivoluzione.
La Fondazione Made in Cloister, che ha sede nell’ex chiostro piccolo della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, ospiterà la mostra fino al 7 marzo 2027.