Le fotografie dei femminielli di Napoli sulle pagine del quotidiano inglese “The Guardian”
Roman Manfredi: “Cercavo un luogo in Italia che non solo fosse accogliente, ma che celebrasse le identità. E sono arrivata a Napoli”
È attratta dall’essenza dei femminielli, da quei confini di genere sfumati che dipingono i contorni del Golfo. In una galleria pubblicata sul quotidiano inglese “The Guardian”, la fotografa londinese Roman Manfredi commenta i ritratti intimi che ha realizzato per i vicoli in chiaroscuro di Napoli, all’ombra del Vesuvio. Le opere hanno come protagonisti gli abitanti lgbtqia+ del centro storico di Partenope, patrimonio Unesco: figure che vivono al di fuori delle convenzioni e delle etichette morali. L’artista ha dato vita a una serie dal titolo “TRA” , che prende in prestito e fonde i termini “tradizione e trasformazione”, e che nasce dal desiderio di ragionare sul significato di appartenenza, soffermando l’attenzione sul concetto di memoria attraverso l’ottava arte. «Sento che il dibattito sull’identità queer è spesso plasmato da quadri teorici accademici nordamericani e nordeuropei di matrice bianca – ha raccontato Manfredi sul newspaper -. Volevo guardare oltre questi contesti per esplorare come il genere venga incarnato e vissuto attraverso altre prospettive culturali e storiche». La fotografa, di origini italiane, confessa di avere cercato un luogo che non solo fosse accogliente, ma che celebrasse e rispettasse le identità: “È così che sono arrivata a Napoli e alla realtà dei femminielli”. Tra le muse ispiratrici ci sono Nunzia e Giupi, immortalato con un cappello floreale nel rione Sanità, e Maurizia, una donna transgender di Torre del Greco.

La femminella Ciro Ciretta Cascina
In prima pagina con il suo copricapo colorato appare la femminella Ciro Ciretta Cascina, attore e poeta che ci ha lasciato il 12 giugno di quest’anno all’età di 76 anni a Torre Annunziata. L’attivista ha raccontato la tradizione orale dei femminielli, fondando nel 2009 l’AFAN (Associazione Femminelle Antiche Napoletane). Negli anni Settanta inizia a esibirsi nei primi locali gay napoletani, portando sul palco il folclore, il travestitismo e l’impegno politico che saranno i motivi ricorrenti del suo repertorio artistico. Nel 2025 ha prestato la voce per lo spot della Giornata dell’Orgoglio di Castellammare di Stabia raccontando in un audio la sua personale parafrasi della canzone “Bammenella” di Raffaele Viviani, un brano portato al successo dalla cantante Angela Luce. Nel 2018 è stato protagonista del promo “Remove the Frame” del Pompei Pride girato presso gli Scavi archeologici, mentre l’edizione del 2026 della parata rainbow di Portici è in suo onore. «Gli scatti di Roman parlano di inclusione e immortalano un volto molto amato dalla nostra comunità, Ciro Ciretta Cascina – spiega Danilo Di Leo, presidente dell’associazione lgbtqia+ Pride Vesuvio -. Lui diceva sempre che i vesuviani sono magici perché qui si mescolano tutti gli elementi: l’aria, la terra, l’acqua e il fuoco del vulcano. La sua estetica e la creatività resteranno come patrimonio di una metropoli bella e dannata, di un immaginario solare e oscuro dominato dalle acque del Golfo. L’aura di Ciretta, che Roman ha immortalato nel suo splendido scatto, è un inno alla libertà dei corpi», conclude.

Roman Manfredi
Roman Manfredi è un’artista che lavora con i linguaggi visivi – si legge sul sito ufficiale – che attraverso la fotografia analogica, l’immagine in movimento e il suono, mette al centro del suo lavoro l’intersezione tra luoghi, narrazioni personali e paesaggi politici durante l’esperienza quotidiana. Scoperta la fotografia a 16 anni, quando lasciò la scuola per lavorare come assistente di camera oscura in uno studio fotografico, Manfredi ha successivamente intrapreso gli studi in età adulta presso la “Byam Shaw School of Art/Central Saint Martins” e si è specializzata in tecniche di stampa d’arte al “Royal College of Art”. Dopo anni trascorsi a svolgere lavori manuali, ha riscoperto la passione per l’ottava arte spinta dal desiderio di rappresentare la comunità lgbt. Nel 2024 ha ricevuto il “Jerwood/Photoworks Award 5”, un premio dedicato a sostenere i fotografi emergenti. Tale riconoscimento le ha permesso la realizzazione del progetto “TRA” (2025).
