Se questo è il Servizio Pubblico: i radar omofobi di “Uno Mattina in Famiglia”
L'agghiacciante siparietto tra Ingrid Muccitelli e Concita Borrelli su presunte "manualità e charme" degli omosessuali. Cronaca di un servizio pubblico tra stereotipi beceri e ignoranza.
“Uno Mattina in Famiglia”, 27 settembre.
Si commenta la notizia di un parrucchiere di Montesilvano, una cittadina in provincia di Pescara, che cerca personale omosessuale. In studio, oltre alla conduttrice, Ingrid Muccitelli, ci sono Concita Borrelli e Alessandro Cecchi Paone. Chiede Muccitelli a Borrelli: “Un parrucchiere gay ha davvero tutta questa manualità, sensibilità e charme rispetto comunque a un parrucchiere etero?“. Risponde Borrelli: “Detto così mi fa i brividi“. Continua Muccitelli: “Perché nella moda la maggior parte delle persone comunque sono gay. […] Ci sono pochissimi etero, così nella danza“. Insiste: “Ma il gay come si riconosce?“. Replica di Borrelli: “Eh, si riconosce, dai. Usciamo da tutte le ipocrisie: si riconosce […] [si sente poco dopo Cecchi Paone che dice: “Tu lo riconosci“]. Io ho i radar. [..] Basta […], non lo so, un gesto, una parola, anche un ammiccamento della bocca. Si vede, si vede“.

Se questo è il servizio pubblico, figuriamoci il resto. Un siparietto indegno. Becero e agghiacciante. Battute e luoghi comuni da bar di periferia spacciati poi dall’ospite, in un post su X, per intento di sottolineare “il senso estetico, la sensibilità, il gusto indiscutibili degli omosessuali” . Stiamo parlando di una che adora rimarcare. Il 7 giugno 2025, in un altro post su X, commentando un delicato necrologio incastonato in un fatale incontro d’amore tra due uomini a Monte Caprino, pubblicato il giorno prima sul sito del “Corriere della Sera”, conclude così il suo commento: “Ricordiamo, però, che Monte Caprino era (?) luogo di prostituzione maschile”,
“Non grido allo scandalo”, osserva Borrelli in apertura del suo post sul necrologio. Potrebbe essere tutto dire, e invece no. Perché l’oggetto di cui parliamo, cosa che la giornalista evidentemente ignora, è uno dei tanti celebri necrologi firmati per il quotidiano di via Solferino dal regista Luca Guadagnino e dal giornalista e produttore cinematografico Carlo Antonelli. È dedicato allo scrittore e saggista Edmund White, morto il 3 giugno 2025 all’età di 85 anni e famoso per aver fatto della storia della letteratura omosessuale e della rappresentazione dell’omosessualità l’investimento di tutta una vita.
Ignoranza, volgarità, sicumera. La tempesta destrorsa perfetta in un’Italia sempre più irriconoscibile.
