Riconoscimento di prestigio per la memoria queer: l’Archivio “Paolo Poli” di Antinoo Arcigay Napoli diventa Bene Culturale
Il Ministero dichiara di "interesse storico particolarmente importante" il patrimonio conservato dall'associazione in vico San Geronimo. Il Presidente Sannino: "Un orgoglio nell'anno del trentennale del primo Pride del Sud".
La storia, le lotte e la memoria del movimento per i diritti civili a Napoli ottengono un riconoscimento istituzionale di altissimo profilo. L’Archivio storico dell’Associazione Antinoo Arcigay, intitolato a Paolo Poli e situato nella storica sede di vico San Geronimo 17/20, è stato ufficialmente dichiarato di interesse storico particolarmente importante, ai sensi degli articoli 10 (comma 3), 13 e 14 del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs n. 42/2004).

Il provvedimento sancisce che il patrimonio dell’associazione non è solo una memoria di parte, ma un tassello fondamentale della storia del Paese. La dichiarazione è accompagnata da una rigorosa relazione tecnico-scientifica e da un inventario di ben 106 pagine che descrive la consistenza, la struttura e i contenuti dell’archivio, il quale viene così sottoposto a tutte le disposizioni di tutela previste dallo Stato.

Ingresso Archivio Paolo Poli con i referenti dello Stonewall Inn di NYC
Paolo Poli: un’icona queer tra teatro, ironia e amore per Napoli
Intitolare questo scrigno di memoria a Paolo Poli rappresenta una scelta dal forte valore simbolico. Attore, regista e cantante, Poli è stato uno dei geni più liberi, irriverenti e innovativi del teatro italiano del Novecento. Con la sua inconfondibile ironia ha scardinato le convenzioni borghesi e i tabù di un’Italietta spesso bigotta. Dichiaratamente omosessuale fin da tempi in cui il coming out era un atto di pura rivoluzione, Poli ha vissuto la sua identità queer con naturalezza, grazia e disincanto, portando sul palcoscenico un trasformismo colto e brillante.
Il suo legame con Napoli era profondo e viscerale. Poli amava la ricchezza culturale della città e la sua straordinaria tradizione teatrale. Nel pubblico partenopeo e nell’anima di Napoli trovava un’affinità elettiva, un interlocutore ideale capace di comprendere a pieno la sua arte, che mescolava sapientemente il registro alto della letteratura con l’anima popolare e dissacrante.

Le parole del Presidente Antonello Sannino
A commentare questo storico traguardo è Antonello Sannino, Presidente di Antinoo Arcigay Napoli, che sottolinea il legame tra questo risultato e il lungo percorso dell’associazione sul territorio:
“Lasciatemi dire con un pizzico di orgoglio che sono tante le battaglie vinte e i risultati raggiunti in questi anni in termini di servizi alla cittadinanza e di crescita politica nazionale e internazionale. Antinoo Arcigay Napoli, nata nel 1984, è sempre più un punto di riferimento politico, sociale e culturale per la nostra città. Ma fatemi sottolineare che per questo risultato sono profondamente fiero, direi commosso. Quando arrivai in sede Arcigay Napoli nel 2012, non avevamo neanche la sede, non c’era un contratto, tutto il materiale storico fragilissimo rischiava di perdersi per sempre. Oggi non solo la sede finalmente ha una regolarità nel rapporto con il Comune, ma ospita, tra le tante cose, l’unico archivio LGBTQIA+ di tutto il Sud Italia. Uno dei pochi in Europa ad essere riconosciuto da uno Stato. La cosa meravigliosa è che il Ministero lo tutela come ‘patrimonio di interesse storico particolarmente importante’, e molti attivisti storici della nostra associazione continuano a donare e ad arricchire il nostro meraviglioso e prezioso archivio dedicato a Paolo Poli. Mentre persino lo Stonewall Inn, luogo simbolo dei moderni movimenti di liberazione sessuale nel mondo, è sotto attacco, questo piccolo, ma grande risultato diventa quindi ancora più prezioso e importante per noi, per la nostra città, per tutto il nostro movimento. È il riconoscimento di un lavoro sul territorio che viene da lontano e ci proietta nel futuro, proprio quest’anno in cui ricorre il trentennale del primo Pride di Napoli, che fu anche il primo del Sud Italia. Sono felicissimo!”.
L’Archivio “Paolo Poli” da oggi non è solo la casa della memoria di Antinoo Arcigay Napoli, ma un bene culturale protetto, a disposizione della città e delle future generazioni.
