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Bufera sul caso Terragni, l’Italia lascia la rete europea dei garanti per l’infanzia

La decisione di uscire dall’Enoc è stata criticata da attivisti, associazioni e magistrati. Gaynet: “Il nostro Governo mette a rischio la salute e il benessere di tutti i minori”

Bufera sul caso Terragni, l’Italia lascia la rete europea dei garanti per l’infanzia

Diritti civili, News

15 Ottobre 2026

Di: Francesca Saccenti

L’autorità garante italiana per l’infanzia e l’adolescenza non farà più parte della Rete europea. Con questa decisione l’8 ottobre Marina Terragni ha deciso di uscire dall’Enoc (European network of ombudspersons for children), un gesto che ha sollevato numerose polemiche. «Con grande rammarico – ha spiegato la titolare dell’autorità italiana – ho appreso che non sarebbe stata registrata e pubblicata la mia dissenting opinion riguardo al documento annuale approvato a maggioranza da Enoc sul tema dei ‘diritti dei bambini e dei ragazzi lgbtqia+’, benché, a quanto risulta,  nessuna norma statutaria del network lo vieti espressamente. La possibilità di pubblicare opinioni divergenti dal parere espresso dalla maggioranza è comunemente adottata in ogni contesto associativo, perfino dalla giustizia nei casi di common law (come Usa e Regno Unito) e da corti internazionali come la Corte internazionale di giustizia, e proprio allo scopo di garantire un controllo democratico, pubblico e trasparente». Un ritiro duramente criticato in queste ore da Defence for Children e Arcigay, mentre una posizione netta è arrivata anche da Aimmf (associazione italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia). 

Il dissenso del Gruppo CRC

In un comunicato pubblicato dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), network composto da oltre 100 associazioni e che da 25 anni monitora l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, esprime preoccupazione e dissenso nei confronti della decisione della Terragni. «La scelta è stata motivata dalla mancata pubblicazione di una dissenting opinion sullo statement annuale della rete Enoc, approvato a maggioranza, dedicato quest’anno ai diritti dei bambini e dei ragazzi LGBTQIA+ – si legge nella nota -. Tale scelta appare sproporzionata, considerando che il dissenso può essere espresso, anche pubblicamente, attraverso altri strumenti, mantenendo aperto il confronto all’interno della rete».

La risposta di Gaynet

«Con la decisione di Terragni di far uscire l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza dall’Enoc, la rete europea delle istituzioni a tutela dei minori, l’Italia interrompe la condivisione di buone pratiche e la cooperazione internazionale a tutela della salute e del benessere di bambine e bambini, scegliendo di schierarsi con le politiche antiscientifiche di Trump e dell’estrema destra globale», spiega il presidente dell’associazione Gaynet Rosario Coco in una nota. «Tutto questo – continua – per un documento in linea con l’ordinamento e le strategie dell’Ue e dell’Onu, che riconosce i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Il nostro Governo mette quindi a rischio la salute e il benessere di tutti i minori pur di alimentare la propaganda cosiddetta ‘anti-gender‘. Un gesto gravissimo, irresponsabile e indegno di un Paese dell’Unione europea. Chiediamo le dimissioni immediate di Terragni».